Milan, rebus centrocampo: in tre per una maglia accanto a Modric e Rabiot
Con l’avvicinarsi della sfida dello stadio Zini contro la Cremonese, l’attenzione in casa Milan si sposta inevitabilmente sulla linea mediana. Se da un lato l’identità del centrocampo rossonero sembra aver trovato due pilastri inamovibili, dall’altro resta aperto un interrogativo che accompagnerà Massimiliano Allegri fino a pochi minuti dal fischio d’inizio. Le certezze portano i nomi di Luka Modric e Adrien Rabiot, ma chi sarà il terzo elemento a completare il reparto?
Muscoli e quantità per Fofana
Il candidato numero uno, almeno per gerarchia ed esperienza, resta Youssouf Fofana. Il francese garantisce quella copertura difensiva e quella forza d’urto necessaria per proteggere la difesa e permettere a Modric di inventare senza troppi compiti di ripiegamento. In una partita che si preannuncia fisica come quella contro i grigiorossi, la sua capacità di vincere i duelli a metà campo potrebbe essere la chiave per il controllo del match. Tuttavia, Fofana viene da un periodo di impiego intenso e Allegri potrebbe decidere di preservarlo per i prossimi impegni europei.
Fantasia Jashari
Subito dietro scalpita Ardon Jashari. Il giovane svizzero, reduce dal sontuoso assist per Leao contro il Como, sta vivendo un momento di grazia. La sua candidatura è forte perché offre caratteristiche diverse: meno muscoli rispetto a Fofana, ma una visione di gioco e una pulizia di passaggio che si sposa a meraviglia con il “doppio regista” auspicato dal tecnico. Inserire Jashari significherebbe alzare il tasso tecnico del palleggio, cercando di scardinare la difesa della Cremonese con la qualità piuttosto che con la pressione atletica.
Samuele Ricci
Non va dimenticato Samuele Ricci, che rappresenta l’equilibratore tattico per eccellenza. L’azzurro ha dimostrato di sapersi adattare a diversi spartiti, agendo sia da schermo davanti alla difesa che da mezzala di inserimento. La sua gestione del pallone è metodica e intelligente, rendendolo l’opzione ideale se Allegri dovesse optare per una gestione del ritmo più conservativa. Ricci garantisce una continuità di rendimento che rassicura l’allenatore, specialmente in trasferte insidiose dove l’errore in fase di impostazione può costare caro.




