L’editoriale non può che aprirsi con un senso di profondo déjà-vu. Il pareggio per 1-1 tra Roma e Milan all’Olimpico è la fotografia speculare di quanto visto nel girone d’andata, con una differenza fondamentale: allora il Milan riuscì a scappare con l’intera posta, oggi si deve accontentare di un punto che sa di scampato pericolo
Il dominio giallorosso e il muro Maignan
Per 45 minuti la Roma ha letteralmente dominato il campo. Il primo tempo è stato un monologo giallorosso, con la squadra di Allegri schiacciata nella propria trequarti, incapace di uscire e visibilmente sbandata. Se il punteggio non è stato severo sin da subito, il merito è quasi esclusivamente di Mike Maignan. Il portiere francese, proprio come nella sfida d’andata dove parò il rigore decisivo, ha eretto un muro invalicabile, confermandosi l’unico vero fuoriclasse capace di tenere in piedi la baracca rossonera. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

La gestione Allegri e il “corto muso” fallito
Il tecnico rossonero, Massimiliano Allegri, finisce inevitabilmente sul banco degli imputati. Nonostante siano passati mesi dalla sfida d’andata, l’assetto tattico del Milan non ha mostrato evoluzioni. L’atteggiamento rinunciatario e la ricerca ossessiva del “corto muso” si sono scontrati con una Roma più aggressiva e meglio organizzata. Il Milan ha sofferto per l’intera durata del match, mostrando una fragilità difensiva e una cronica mancanza di idee nella costruzione del gioco.
Mercato e proprietà: il nodo Cardinale
Ma le responsabilità non possono ricadere solo sull’allenatore. La rosa attuale non sembra all’altezza delle ambizioni storiche del club. La decisione di Gerry Cardinale di non investire pesantemente nella sessione di gennaio per rinforzare il gruppo ha lasciato Allegri con una squadra corta e priva di alternative di qualità. Il mancato arrivo di acquisti decenti in inverno pesa come un macigno su una stagione che rischia di scivolare nell’anonimato di una lotta per il quarto posto, mentre le rivali corrono.




