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Milan, pareggio amaro a Firenze: così lo scudetto si allontana

Il Milan aveva ottenuto ciò che sperava dal big match tra Inter e Napoli, ma non è riuscito a fare il passo decisivo. L’1-1 contro la Fiorentina lascia i rossoneri al secondo posto, a tre punti dalla vetta, e alimenta più di una preoccupazione. Ancora una volta, infatti, sono arrivati punti persi contro una squadra della parte bassa della classifica, con un pareggio maturato solo nel finale.

Come sottolineato anche da La Gazzetta dello Sport, il dato che pesa di più è quello dei 13 punti lasciati per strada contro avversarie teoricamente inferiori. Con questi numeri, gli scudetti non si vincono.


Troppi pareggi e una gestione che non convince

La squadra di Massimiliano Allegri ha perso una sola partita in campionato, all’esordio contro la Cremonese, ma ha collezionato troppi pareggi. Dopo l’1-1 meritato con il Genoa, quello di Firenze è apparso persino fortunoso, considerando le occasioni avute nel recupero da Brescianini e Kean.

Qualcosa sembra non funzionare nella gestione di queste gare. L’esclusione per rotazione di Luka Modric al Franchi, unita a una prestazione opaca contro il Genoa, è uno dei segnali di un malessere più diffuso all’interno della squadra.


Occasioni sprecate e un primo tempo da dominare

Nel primo tempo il Milan avrebbe potuto indirizzare la partita. Il meccanismo offensivo tra Christian Pulisic e Niclas Füllkrug ha funzionato sul piano del gioco, ma non della concretezza. L’americano ha sprecato due occasioni clamorose e solo il portiere avversario ha evitato il gol in un’altra circostanza.

Il 3-5-2 asimmetrico disegnato da Allegri, con Loftus-Cheek molto avanzato sulla destra, ha però esposto il Milan alle ripartenze viola, soprattutto su quella fascia, dove la Fiorentina ha spinto con continuità senza però capitalizzare.


Ripresa in sofferenza e reazione tardiva

Dopo l’intervallo la partita cambia volto. La Fiorentina alza baricentro e possesso palla, mentre il Milan fatica. I cambi di Allegri – Bartesaghi, Rabiot, Rafael Leao e Fofana – non sortiscono l’effetto immediato sperato e proprio Bartesaghi, appena entrato, perde Comuzzo sul corner dell’1-0.

Il passaggio al 4-3-3 arriva solo dopo lo svantaggio e l’infortunio di Pavlovic, sostituito da Christopher Nkunku. L’errore di Fagioli consente al Milan di pareggiare, ma la squadra non dà mai la sensazione di poter vincere.


Un finale da brividi e un campanello d’allarme

Nel recupero il Milan rischia addirittura di perdere: traversa di Brescianini e grande occasione sprecata da Kean davanti a Mike Maignan. Un doppio sollievo che fotografa lo stato d’animo rossonero.

La lezione è chiara: il 4-3-3 con Pulisic, Füllkrug e Leao può rappresentare una svolta, ma serve continuità e il coraggio di schierare sempre i migliori. Con solo il campionato da giocare, il Milan non ha più alibi: la tendenza va invertita subito, prima che il sogno scudetto diventi un rimpianto.

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