Il Milan esce da Firenze con un pareggio strappato all’ultimo respiro, ma la sensazione è tutt’altro che positiva. Un punto arrivato più per inerzia che per convinzione, al termine di una partita giocata in modo opaco e confuso, soprattutto nella ripresa.
Milan a due facce
La Fiorentina, squadra che in questo campionato ha mostrato limiti evidenti e una continuità fragile, ha dominato il secondo tempo con personalità e organizzazione, mettendo a nudo tutte le difficoltà rossonere.
Il Milan ha iniziato con un atteggiamento discreto, affidandosi soprattutto all’energia di Pulisic, vero motore offensivo della squadra. L’intesa con il neoacquisto Fullkrug è apparsa subito interessante, con movimenti complementari e buone combinazioni centrali. L’americano è stato attivo su tutto il fronte d’attacco, generoso e sempre nel vivo dell’azione, ma ha sulla coscienza tre occasioni enormi sprecate nel primo tempo, errori che hanno cambiato il volto della gara e dato fiducia ai viola.
Nella ripresa, però, il Milan si è lentamente spento. Le assenze pesanti e contemporanee di Modrić, Leão, Rabiot, Fofana, Tomori e di Bartesaghi dall’undici iniziale hanno inciso in modo evidente. Mancavano qualità, leadership e soluzioni. Allegri ha provato a forzare le scelte, ma l’esperimento del doppio regista Ricci-Jashari si è rivelato un fallimento. Lo svizzero, in particolare, ha sbagliato molto, ha perso tempi di gioco e non è mai riuscito a dare ritmo o ordine alla manovra.
Sulla sinistra si è consumato uno dei capitoli peggiori della serata. Estupiñán è apparso in evidente difficoltà, impreciso, insicuro, fuori fase. Ha collezionato errori su errori e un’ammonizione evitabile, costringendo Allegri a correre ai ripari. L’ingresso di Bartesaghi, però, non ha risolto il problema e il giovane terzino ha responsabilità dirette sul gol di Comuzzo, nato da una lettura difensiva tardiva. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Le responsabilità di Furlani e Cardinale
A questo punto il discorso si allarga e inevitabilmente il banco degli imputati si sposta più in alto. Furlani e la proprietà pagano scelte che oggi mostrano tutti i loro limiti. Non aver fornito ad Allegri un terzino sinistro all’altezza di Theo Hernández è un errore strutturale, aggravato da un mercato di gennaio improntato al risparmio. Serviva un vero attaccante, un’alternativa credibile e nel pieno della carriera, non un rincalzo ultratrentenne reduce da tre gol complessivi nelle ultime due stagioni.
In questo contesto Allegri sembra fare il possibile, forse anche qualcosa in più. Sta spremendo una rosa corta, incompleta e spesso sbilanciata, cercando soluzioni di emergenza e adattamenti continui. Il Milan attuale può realisticamente aspirare al quarto posto, non oltre. E forse è proprio questo il punto più amaro della serata di Firenze. Un pareggio che evita il peggio, ma che racconta chiaramente i limiti di un progetto che naviga a vista.





Non sono d accordo il Milan non può lottare per lo scudetto non ha gli aiuti arbitrali pro Inter ogni partita e gli arbitri arbitrano male contro il Milan e sono pagati contro il Milan