Cosa abbiamo capito del Milan dalla gara contro la Lazio. L’editoriale di SempreMilan dopo la vittoria di San Siro. Con un occhio al mercato
Allegri e il suo Milan
Vittoria in pieno stile allegriano, un corto muso di concretezza con pochi rischi. Anche se alle volte questo atteggiamento lo si paga e anche contro la Lazio il Milan rischia la beffa all’ultimo secondo. L’arbitro per fortuna valuta bene l’azione e non concede il rigore, ma questi errori li abbiamo già notati in diverse gare.
Nel derby Maignan ci ha messo una pezza per salvare l’uno a zero, così come contro la Roma. Insomma, non si può sempre sfidare la sorte, perché può capitare poi di buttare via dei punti importanti. Fatta questa premessa, non si può negare che il centrocampo del Milan abbia fatto dominano in lungo e largo. Modric non dimostra affatto quarant’anni e ha fatto vedere recuperi in difesa che non si vedevano dai tempi di Gattuso. Fofana ci mette impegno e fisico: alle volte fa la differenza, come in occasione del gol del vantaggio, altre spreca sbagliando facili stop o passaggi. Nel complesso il francese però dà equilibrio alla squadra.
Rabiot è la variabile impazzita, il cavallo pazzo, perché si trova ovunque. Si inserisce, arretra, crea gioco al fianco di Modric. E ci mette quel pizzico di antipatia che forse mancava al Milan. Guendozi trova pane per i suoi denti e alla lunga perde la sfida.
Le noti dolenti vanno ricercate in attacco. Leao, al di là del gol, non è in grado di occupare l’area né di fare da sponda. Sull’esterno va ad incrociarsi con i compagni. Nkunku di certo non lo aiuta e spesso vaga tra le linee senza combinare nulla. L’ex Chelsea è forse l’unica vera delusione (insieme all’infortunato Gimenez) di questo inizio di stagione.
Il Milan si gode una notte in vetta in attesa di Napoli-Roma. Mentre Allegri guarda a gennaio sperando che dal cilindro del mercato possa uscire Lewandowski.





Live Comments
Welcome to our Live Comments section, where new comments will appear automatically
Add a Comment