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Allegri non sbaglia mai contro le big. Leao insufficiente e bocciato

MILAN, ITALY - NOVEMBER 23: AC Milan coach Massimiliano Allegri reacts during the Serie A match between FC Internazionale and AC Milan at Giuseppe Meazza Stadium on November 23, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il Milan vince il derby di corto muso grazie ad Allegri che contro Roma, Inter, Napoli e juventus ha conquistato 10 punti su 12.

Allegri non sbaglia la sfida

Il Milan si porta a casa il derby per 1-0 contro l’Inter e, al di là del risultato, ciò che resta è la sensazione che la partita sia stata decisa molto più dalla panchina che dal campo. Perché è vero: la rosa dell’Inter, uomo per uomo, resta superiore. I nerazzurri hanno più qualità diffusa, più soluzioni, più continuità. Eppure anche questa volta a fare la differenza è stato Max Allegri, capace di incartare tatticamente un avversario che salvo i primi 25 minuti non ha mai trovato il modo di imporre davvero il suo gioco.

Il Milan ha infatti sofferto l’avvio, con dieci-quindici minuti di apnea e altri dieci di sbandamento, durante i quali l’Inter ha costruito due occasioni nitide e ha dato la sensazione di poter sfondare da un momento all’altro. E invece, proprio quando gli uomini di Chivu sembravano pronti a colpire, Allegri ha sistemato le linee, abbassato i ritmi e trasformato il derby in una sfida di pazienza, baricentro basso e tempi di pressione selettivi. Il paradosso è che una squadra spesso accusata di essere troppo prudente è stata proprio quella che ha saputo sfruttare l’unico spiraglio della serata, colpendo con cinismo e poi gestendo come se ci fosse il manuale allegriano in bella vista sul tavolo.

Se il Milan ha saputo soffrire da squadra, non si può dire lo stesso di Rafael Leao, protagonista in negativo della serata. Bocciato senza attenuanti: non è riuscito a fare da sponda, non ha attaccato lo spazio quando l’Inter era sbilanciata, e nei pochi momenti utili si è intestardito con giocate individuali lente e prevedibili. Allegri gli ha chiesto di essere funzionale, lui è rimasto decorativo, con colpi di tacco inutili e nervosismo che gli è costato un giallo. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

MILAN, ITALY – NOVEMBER 23: Carlos Augusto of FC Internazionale is challenged by Adrien Rabiot of AC Milan during the Serie A match between FC Internazionale and AC Milan at Giuseppe Meazza Stadium on November 23, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il corto muso

Il dato più curioso, però, è un altro. Il famoso “corto muso” di Allegri continua a funzionare eccome, soprattutto nelle partite di cartello. Lo si era visto contro il Napoli, lo si era visto contro la Roma, lo si conferma contro l’Inter. E qui nasce il vero paradosso del Milan, le difficoltà arrivano contro le piccole.

I gol subiti contro Pisa, Parma e Fiorentina sono la dimostrazione di una fragilità mentale che emerge proprio quando il livello tecnico dovrebbe fare la differenza. Contro le big, invece, i rossoneri si compattano, leggono meglio le situazioni e sanno soffrire. Basti pensare alla gara contro la Juventus, chiusa con zero gol subiti.

È come se tatticamente il Milan trovasse una sua identità solo quando il contesto è elevato e la guida di Allegri diventa un fattore determinante. Ma quando il livello si abbassa, quando servirebbero qualità, lucidità e un pizzico di coraggio in più, emergono limiti evidenti. Il derby dice che la strada è quella giusta, ma anche che l’equilibrio resta fragile. Allegri vince, ancora una volta. Il Milan, però, dovrà imparare a farlo anche quando l’avversario non si chiama Inter.

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