Il Milan ha vissuto mesi di incertezza nella scelta del nuovo direttore sportivo. Fabio Paratici, ex dirigente della Juventus e figura conosciuta a livello internazionale (biografia su Wikipedia), sembrava destinato a unirsi ai rossoneri: non solo “a un passo”, ma ancora più vicino. Eppure, il trasferimento non si è mai concretizzato.
Il caos interno e l’intervento di Furlani
Quella che doveva essere una semplice nomina si è trasformata in una vera favola complicata. Igli Tare incontrò Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic a Londra: tutti gli indizi portavano a lui come nuovo uomo mercato. Sembrava fatta.
Poi, però, Giorgio Furlani prese in mano la situazione, generando un periodo di caos gestionale che ha frenato le decisioni.
Paratici, Tare e gli altri: una corsa a più nomi
Fabio Paratici fu sul punto di firmare, ma le intese definitive non arrivarono mai. Il Milan continuò così a valutare altri profili: Tony D’Amico e Giovanni Sartori erano entrambi stimati e considerati soluzioni valide.
Alla fine, però, Furlani è tornato su Tare, affidandogli il ruolo dopo una lunga fase di indecisione.
L’era Tare e le prime risposte
Le aspettative su Tare non erano altissime, complice l’insistenza iniziale su altri nomi. Tuttavia, l’ex dirigente della Lazio ha già ottenuto giudizi positivi, anche se alcuni movimenti di mercato restano spunti di discussione tra tifosi e addetti ai lavori.
Le parole di Paratici: “Eravamo molto uniti”
Oggi Fabio Paratici è tornato sull’argomento parlando a Sky Sport, con parole riportate da MilanNews. Il dirigente ha rivelato il clima di lavoro e la sorpresa per la mancata conclusione:
“Eravamo molto vicini. Poi, se il matrimonio non era completamente concluso, non so perché. Diplomatico? No, non lo sono, e non sto migliorando. Ma non posso stare lì a chiedermi perché, dopo tutto quello che ho passato, questo abbia influenzato le decisioni di un club.”
Un commento che lascia trasparire rammarico, ma anche la volontà di voltare pagina dopo mesi di voci e tentativi sfumati.
