Ancora una volta, il Milan si trova a fare i conti con un problema cronico: quello del centravanti. Nonostante le buone prestazioni di Christian Pulisic e Rafael Leao, gli attaccanti centrali Santiago Gimenez e Christopher Nkunku, costati oltre 30 milioni di euro ciascuno, non hanno ancora trovato la via del gol in campionato. Una situazione che preoccupa tifosi e dirigenza, e che riporta in primo piano le riflessioni di Carlo Pellegatti, storica voce rossonera e giornalista di riferimento del club (Wikipedia).
L’analisi di Pellegatti: un tabù lungo vent’anni
Nella sua rubrica per MilanNews, Pellegatti ha messo a nudo un dato inquietante: dal ritiro di Filippo Inzaghi, il Milan non è riuscito a trovare un vero “numero 9” su cui costruire un ciclo vincente.
“Solo Mario Balotelli e Carlos Bacca hanno raggiunto la doppia cifra di gol in campionato dopo Inzaghi,” ha spiegato Pellegatti. “Tutti gli altri acquisti nel ruolo di centravanti si sono rivelati fallimentari, anche perché nessuno aveva il profilo del campione.”
Un’analisi che fotografa perfettamente le difficoltà di una società che, pur investendo su giocatori promettenti, non è mai riuscita a spendere più di 30 milioni di euro per un attaccante di livello internazionale.
Gli obiettivi di mercato: Icardi, Dovbyk e il sogno Lewandowski
Secondo indiscrezioni, il direttore sportivo Igli Tare starebbe già lavorando per rinforzare il reparto offensivo a gennaio. Tra i nomi più caldi ci sono Mauro Icardi e Artem Dovbyk, due profili dal costo sostenibile e dall’esperienza comprovata in area di rigore.
Ma è per la prossima estate che si prepara il vero colpo: Robert Lewandowski. Il Milan sogna un’operazione “alla Ibrahimović o Giroud”, puntando su un campione esperto in grado di alzare il livello tecnico e mentale della squadra.
Champions League e strategie future
Pellegatti ha poi sottolineato un punto chiave: la partecipazione del Milan alla Champions League sarà determinante per attrarre grandi nomi. “Giocare nella coppa più prestigiosa è sempre un fattore decisivo nelle scelte dei top player,” ha affermato.
Se i rossoneri riusciranno a mantenere la qualificazione europea, la società potrebbe finalmente rompere il tabù e investire in un attaccante da 40 o 50 milioni, un passo necessario per tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Conclusione: serve coraggio, non solo numeri
Il messaggio di Pellegatti è chiaro: per ritrovare il vero numero 9, il Milan deve tornare a pensare da grande. Serve un investimento deciso, una visione a lungo termine e la consapevolezza che il gol – nel calcio moderno – è il primo mattone su cui costruire il successo.




