Il Milan di Massimiliano Allegri sta vivendo un paradosso preoccupante: battere le grandi e inciampare con le piccole. Dopo le vittorie prestigiose contro Napoli, Roma e Bologna, e il pareggio di prestigio contro la Juventus all’Allianz Stadium, i rossoneri hanno clamorosamente perso lucidità contro Cremonese, Pisa e Parma.
L’ultimo 2-2 al Tardini è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Allegri, furioso dopo la partita, non ha digerito l’ennesimo blackout difensivo, in particolare di Pervis Estupiñán e Youssouf Fofana, protagonisti in negativo nelle due reti subite. Errori di concentrazione che hanno trasformato una partita in controllo in un pareggio dal sapore di sconfitta.
Allegri, rabbia e frustrazione nello spogliatoio
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Allegri era “furioso” sia all’intervallo che al fischio finale. La squadra, avanti di due gol, si è fatta rimontare per disattenzioni imperdonabili. Episodi che ricordano i crolli contro Pisa e Atalanta, dove il Milan ha buttato via vantaggi importanti.
Il tecnico toscano, tornato al Milan dopo le stagioni alla Juventus (vedi biografia su Wikipedia), ha trattenuto la rabbia ma è consapevole di un problema cronico: la mancanza di cattiveria mentale. “Siamo polli” avrebbe detto nel post partita, riferendosi non solo agli errori difensivi ma anche all’incapacità della squadra di gestire i momenti decisivi.
I nuovi non convincono: serve una scossa
Gli arrivi estivi – Estupiñán, De Winter, Nkunku, Ricci e Athekame – non hanno ancora inciso come sperato. Né esperienza, né talento sono bastati per arginare le difficoltà nei momenti di sofferenza. Anche l’inserimento di Luka Modrić, faro d’esperienza in mezzo al campo, non ha risolto la fragilità mentale della squadra, acuita dall’assenza di Adrien Rabiot.
In più, la difesa ha mostrato una pericolosa alternanza di prestazioni: solida contro le big, disattenta contro le squadre di bassa classifica. Un segnale chiaro che la crescita deve essere prima di tutto psicologica.
Una mentalità da ricostruire
Se il Milan vuole tornare a competere seriamente per lo Scudetto, dovrà imparare a gestire meglio i momenti di difficoltà e mantenere alta la concentrazione anche contro gli avversari meno quotati. Allegri lo sa: la sua squadra non può permettersi altri blackout.
Per vincere serve fame, costanza e attenzione. Altrimenti, i rossoneri continueranno a essere “grandi con i grandi, piccoli con i piccoli”.




