Quest’estate il Milan si è ritrovato al centro di un vero e proprio enigma di mercato. Con l’arrivo di Massimiliano Allegri, l’obiettivo principale era chiaro: portare a Milano un numero nove fisico, carismatico e letale sotto porta. Eppure, a mercato concluso, nessun centravanti di peso è arrivato.
Invece, il colpo principale è stato Christopher Nkunku, talento francese più abile nel rifinire che nel concludere, abituato a muoversi tra le linee piuttosto che stazionare in area di rigore. Un innesto interessante, ma non quello che Allegri aveva chiesto.
Vlahovic e Höjlund: i rimpianti più grandi
Il primo nome sulla lista dei rimpianti è Dusan Vlahovic (Wikipedia). Il serbo è stato vicinissimo ai rossoneri, ma l’elevato ingaggio ha fatto naufragare la trattativa. Rimasto alla Juventus, ha comunque dimostrato il suo valore con quattro gol e un assist tra Serie A e Champions League, molti dei quali arrivati dalla panchina.
Discorso simile per Rasmus Höjlund, protagonista di un’estate movimentata. Il Milan ha seguito il danese fino all’ultimo, ma il suo approdo al Napoli ha chiuso ogni spiraglio. Finora, con quattro gol in sei partite, si sta confermando uno dei migliori giovani attaccanti del campionato.
Retegui, Mateta e gli altri: occasioni sfumate o trappole evitate?
Tra le idee di mercato più discusse c’è anche Mateo Retegui, il cui cartellino era valutato circa 60 milioni. Una cifra fuori portata per il Milan, e a giudicare dal rendimento (tre gol con l’Al Qadisiyah), forse anche una saggia rinuncia.
Lo stesso vale per Jean-Philippe Mateta, Breel Embolo e Tolu Arokodare, tutti accostati ai rossoneri senza mai diventare opzioni concrete. Le loro stagioni finora non brillano: Mateta ha segnato due gol in Premier League, Embolo appena uno con lo Stade Rennais e Arokodare è ancora a secco con i Wolves.
Boniface, Harder e Dovbyk: i mancati affari di fine mercato
Nella parte finale del mercato il Milan ha trattato Victor Boniface, Conrad Harder e Artem Dovbyk, tre nomi che sembravano poter vestire rossonero. L’accordo per Boniface era quasi chiuso, ma il trasferimento saltò all’ultimo. Oggi il nigeriano fatica con il Werder Brema, senza gol in quattro presenze.
Harder, passato poi al Lipsia, e Dovbyk, trasferitosi in Germania dopo un corteggiamento lungo settimane, non stanno lasciando il segno. Solo un gol per l’ucraino nelle prime sette partite: numeri che fanno pensare che, forse, il Milan abbia evitato qualche errore.
Il presente: Nkunku, Leao e Gimenez devono accendersi
Guardando in casa propria, la situazione non è molto diversa. Christian Pulisic è finora il più incisivo, con quattro gol e due assist, ma il resto del reparto offensivo non convince.
Santiago Gimenez non ha ancora trovato la via del gol in Serie A, sprecando ben sette grandi occasioni, mentre Rafael Leao e Nkunku sono ancora a secco. Allegri chiede equilibrio e concretezza, ma per ora il peso dell’attacco grava tutto sulle spalle dell’americano.
Conclusione: tra rimpianti e prospettive
Il Milan ha sfiorato diversi profili interessanti, ma nessuno dei potenziali acquisti ha davvero brillato altrove. Forse, più che errori di mercato, si è trattato di scelte prudenti. Resta però aperto il rebus del numero nove: un tassello fondamentale se i rossoneri vogliono tornare a lottare stabilmente ai vertici del calcio europeo.

