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Adrien Rabiot nuovo leader del Milan: Allegri riparte dal suo pupillo

Adrien Rabiot non ha perso tempo. In poco più di due settimane il centrocampista francese ha già dimostrato di essere un punto fermo del nuovo Milan di Massimiliano Allegri. Domenica contro il Bologna, nonostante soli tre giorni di allenamento con i compagni, il tecnico non ha esitato a schierarlo titolare. La fiducia è stata ripagata con una prestazione completa, fatta di sostanza in fase difensiva e qualità in quella offensiva.

La storia si ripete: Allegri e il suo uomo fidato

Il rapporto tra Allegri e Rabiot non nasce oggi. Già alla Juventus, dal 2021 al 2024, il francese era considerato indispensabile. Su 149 partite con il tecnico in panchina, ha collezionato ben 127 presenze. Le poche assenze sono state quasi esclusivamente per infortuni (17) o squalifiche (3). Numeri impressionanti: Rabiot è partito titolare nel 94% delle gare in cui è sceso in campo. In pratica, per Allegri la formazione era sempre “Adrien più altri dieci”.

Duttilità e leadership in mezzo al campo

Fisico, inserimenti offensivi, gioco aereo e capacità di ricoprire più ruoli: queste le caratteristiche che hanno convinto Allegri a puntare ancora una volta su Rabiot. In carriera, il francese è stato utilizzato anche come esterno sinistro per dare copertura difensiva. Una duttilità che lo rende unico, al punto da raccogliere l’eredità di centrocampisti fisici come Pogba, Khedira ed Emre Can. Non a caso, in bianconero ha persino indossato la fascia di capitano. Approfondisci la carriera di Adrien Rabiot.

La prima richiesta di Allegri al Milan

Quando Giorgio Furlani e Igli Tare hanno affidato la ricostruzione del Milan a Massimiliano Allegri, il tecnico non ha avuto dubbi: il primo nome sulla lista era quello di Rabiot. Dopo una parentesi al Marsiglia e un mercato complicato, l’episodio della rissa con Jon Rowe del 15 agosto ha cambiato gli scenari. Allegri ha convinto il centrocampista a rifiutare offerte dalla Premier League e dall’Arabia Saudita per vestire il rossonero.

Obiettivi e ambizioni comuni

Al Milan, Rabiot ritrova un allenatore con cui condivide non solo un’intesa calcistica, ma anche un rapporto personale solido. L’obiettivo dichiarato è il ritorno in Champions League, ma né Allegri né il francese vogliono fermarsi lì. La sensazione è che la coppia formata da tecnico e centrocampista possa riportare i rossoneri a competere per traguardi più ambiziosi, spaventando rivali e accendendo l’entusiasmo della tifoseria.

1 Comment

  1. Penso che il Milan abbia uno dei centro campo più forti del campionato di serie A. Con l’arrivo di Rabiot,Jashari,Ricci e dell’eterno Modric un notevole salto di qualità

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