Il progetto del nuovo stadio di Milan e Inter ha ricevuto una spinta decisiva con l’annuncio del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Intervenuto in una trasmissione radiofonica, Sala ha confermato che la delibera per la vendita di San Siro e delle aree circostanti sarebbe stata portata in Consiglio Comunale. Una svolta attesa da tempo, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il calcio milanese.
L’accordo economico e la cessione dell’area
Il documento in discussione prevede la cessione del complesso per un valore stabilito dall’Agenzia delle Entrate: circa 197 milioni di euro. Il Comune parteciperà con 22 milioni, liberandosi però dall’onere dei costi di demolizione e riqualificazione, stimati in circa 12 milioni. La collaborazione con i club includerà la bonifica delle aree coinvolte e la ricostruzione del tunnel di Patroclo.
Il voto in Consiglio e le sfide politiche
Nonostante le polemiche, le possibili bocciature non sembrano sufficienti a fermare il progetto. L’opposizione potrebbe anzi giocare un ruolo decisivo: l’ex sindaca Letizia Moratti ha già promesso il sostegno del suo partito, sottolineando l’importanza di un investimento da 1,5 miliardi di euro per la città.
Il progetto del nuovo stadio
Ancora avvolto da un velo di mistero, il progetto è stato affidato all’architetto Norman Foster. Le linee guida parlano di uno stadio moderno e funzionale: comfort, sicurezza, tribune più vicine al campo, aree per famiglie, spazi accessibili per disabili e sistemi di riconoscimento facciale agli ingressi. Oltre allo stadio, l’area comprenderà spazi verdi, un hotel, un centro commerciale e un museo.
Le tempistiche: obiettivo 2031
Il cronoprogramma fissato da Sala è chiaro: il nuovo impianto dovrà essere pronto entro il 2031. Un termine non casuale, visto che la UEFA ha già avvisato Milano che non potrà ospitare gli Europei del 2032 se lo stadio principale resterà il vecchio San Siro.
