Massimiliano Allegri ha iniziato la stagione affidandosi principalmente al 3-5-2, un modulo che aveva già testato con successo durante la tournée estiva in Asia e Pacifico. La scelta è sembrata naturale, data la ricchezza del centrocampo rossonero e la relativa scarsità di terzini a disposizione. Tuttavia, il tecnico livornese non si è mai legato ai numeri, ribadendo spesso che ciò che conta è il movimento dei giocatori in campo.
Un Milan dalle mille sfaccettature
Come sottolineato da Tuttosport, il Milan di Allegri è un collettivo camaleontico. Alla base c’è il 3-5-2, ma le varianti tattiche non mancano: dal più equilibrato 3-4-2-1 fino al 4-3-3, pensato per aumentare il peso offensivo. L’obiettivo è chiaro: adattare il modulo alle esigenze della partita, all’avversario e alle qualità dei singoli interpreti.
I giocatori chiave del nuovo Milan
Al centro del progetto ci sono nomi che fanno la differenza. In attacco, Rafael Leao e Christian Pulisic sono punti fermi e intoccabili. A centrocampo, la “linea franco-croata” formata da Adrien Rabiot e Luka Modric garantisce equilibrio e qualità in entrambe le fasi di gioco. Ma la vera sorpresa è Alexis Saelemaekers: il belga, già apprezzato da Pioli, si sta ritagliando un ruolo fondamentale grazie alla sua duttilità, capace di ricoprire più posizioni dal terzino all’ala.
Pragmatismo e visione per tornare in alto
Il Milan di Allegri sta dimostrando di sapersi trasformare senza smarrire la propria identità. Una caratteristica che potrebbe rivelarsi decisiva per riportare i rossoneri ai vertici della Serie A e renderli competitivi anche in Europa. Pragmatismo, adattabilità e una rosa costruita per offrire soluzioni diverse: questi i pilastri su cui Allegri sta modellando la sua squadra trasformista.

