Il Milan ha conquistato tre punti fondamentali contro il Bologna grazie al gol di Luka Modric al 60’, ma le polemiche non si sono placate. L’episodio più discusso è avvenuto nei minuti finali, quando l’arbitro Matteo Marcenaro ha inizialmente assegnato un rigore a favore dei rossoneri per un contatto su Christopher Nkunku, salvo poi annullarlo dopo la revisione al VAR.
L’episodio del rigore contestato
Nkunku era stato spinto in area da Lucumi, un intervento che sembrava falloso. Subito dopo, Freuler ha colpito l’attaccante francese con il piede, spingendo Marcenaro a concedere il calcio di rigore. Tuttavia, richiamato alla revisione video, il direttore di gara ha ritenuto minimo il secondo contatto e ha annullato la decisione, senza considerare l’intervento precedente di Lucumi. Una scelta che ha scatenato l’ira dei tifosi milanisti e un acceso dibattito negli studi televisivi.
Gravina: “Errore evidente, ma la tecnologia resta un passo avanti”
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha affrontato la questione ai microfoni di Radio Anch’io Sport, confermando l’errore arbitrale:
“È stato un errore evidente, ma quando parliamo di tecnologia, stiamo andando avanti, non stiamo tornando al passato. La tecnologia ha ridotto significativamente la percentuale di errori; basta guardare quei casi in cui gli arbitri, senza tecnologia, sono in dubbio e cercano chiaramente conferme”.
VAR sotto accusa
La vicenda riaccende il dibattito sull’uso del VAR. Se da un lato la tecnologia ha migliorato l’accuratezza delle decisioni arbitrali, dall’altro resta il tema dell’interpretazione soggettiva dei contatti. Nel caso di San Siro, la revisione si è concentrata solo sull’ultimo episodio, trascurando quello iniziale che avrebbe potuto portare a un rigore in favore del Milan.
Conclusione
Il Milan festeggia la vittoria firmata Modric, ma le parole di Gravina confermano che l’arbitraggio di Marcenaro sarà al centro delle discussioni ancora a lungo. Un caso che evidenzia come, nonostante i progressi tecnologici, la giustizia sportiva resti spesso appesa al filo delle interpretazioni.

