La vicenda di Divock Origi continua a rappresentare un nodo irrisolto per il Milan. Arrivato a parametro zero nell’estate 2022 con un contratto quadriennale da circa 4 milioni netti a stagione, l’attaccante belga non è mai riuscito a lasciare il segno in rossonero. Tra infortuni, prestazioni sottotono e scarsa continuità, ha collezionato poche presenze e un contributo in campo ben al di sotto delle aspettative.
Delusione Origi
Dopo un prestito deludente al Nottingham Forest, Origi ha fatto ritorno a Milano, rifiutando diverse destinazioni e preferendo allenarsi da solo, mantenendo comunque l’intero stipendio. Una situazione difficile da sostenere sia sotto il profilo sportivo che economico. Il Milan, infatti, ha cercato per tutta l’estate una via d’uscita, puntando alla rescissione consensuale del contratto per alleggerire il monte ingaggi.
Il nuovo direttore sportivo Igli Tare ha preso in mano il dossier, cercando di convincere il giocatore a trovare un accordo che permetta al club di chiudere la questione. Al momento, però, Origi sembra restio ad accettare una buonuscita inferiore alle sue aspettative, allungando i tempi e complicando la trattativa.
Dal punto di vista gestionale, la situazione rappresenta un chiaro esempio di operazione sbagliata. Nonostante sia arrivato a titolo gratuito, il contratto di quattro anni con uno stipendio elevato ha avuto un impatto pesante sul bilancio. Alla luce del rendimento fornito, un accordo più breve e con condizioni differenti sarebbe stato decisamente più prudente.
Tare al lavoro
Oltre all’aspetto finanziario, pesa anche il fatto che Origi sia totalmente fuori dal progetto tecnico. Non viene convocato, non si allena con la squadra e non ha prospettive di reintegro. Di fatto, il Milan si ritrova a pagare un giocatore inattivo e fuori rosa, un’anomalia che il club vuole assolutamente sanare.
La speranza è che si possa raggiungere un’intesa definitiva nei prossimi giorni, così da porre fine a un caso che si trascina da troppo tempo. Per il Milan, chiudere con Origi significherebbe liberare risorse utili e dimostrare maggiore efficienza nella gestione contrattuale. Un passo necessario per evitare di ripetere in futuro operazioni simili e dannose.




