Il mercato estivo del Milan si è concluso lunedì sera, lasciando in eredità una squadra profondamente diversa rispetto a un anno fa. Nonostante le dichiarazioni iniziali dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, che negava una ristrutturazione radicale, i rossoneri hanno portato a termine un vero e proprio terremoto societario e tecnico.
Solo nove superstiti
Confrontando l’attuale rosa con quella della scorsa stagione, restano soltanto nove uomini: Mike Maignan, Lorenzo Torriani, Fikayo Tomori, Ruben Loftus-Cheek, Matteo Gabbia, Strahinja Pavlovic, Rafael Leao, Christian Pulisic e Youssouf Fofana.
Tutti gli altri sono stati sostituiti, ceduti o rientrati dai prestiti, segno di una metamorfosi totale che ha visto ben 40 operazioni di mercato tra acquisti, cessioni e ritorni.
Numeri da record
Il bilancio complessivo parla di dieci nuovi acquisti, 27 partenze e tre rientri dai prestiti. Una rivoluzione costruita con un investimento di circa 158 milioni di euro, ai quali si aggiungono bonus potenziali che peseranno per circa 90 milioni sui conti.
Sul fronte delle cessioni, invece, il club ha incassato 105 milioni di euro garantiti, con un impatto a bilancio di circa 166 milioni.
I colpi più costosi
Tra i volti nuovi spiccano i due acquisti più onerosi dell’intera Serie A: Christopher Nkunku, pagato 37 milioni di euro, e il centrocampista svizzero Ardon Jashari, arrivato per 34 milioni. Due innesti che testimoniano l’ambizione di una società pronta ad aprire un nuovo ciclo.
Allegri e la caccia alla Champions
Con Massimiliano Allegri di nuovo in panchina, il Milan punta a tornare protagonista in Europa. Dopo la mancata qualificazione alla Champions League nella scorsa stagione, l’obiettivo dichiarato è quello di riportare i rossoneri ai vertici internazionali. La rivoluzione, tanto esclusa in partenza, è ora una realtà con cui il Diavolo dovrà convivere e da cui ripartire.

