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Lo stile Milan nella storia: cosa significa essere milanisti oggi 

Sembrerà una frase banale, ma andando a spulciare tutto ciò che è successo negli anni si arriva facilmente a comprendere che non lo è: la storia del Milan è davvero unica, un’altalena che ha sempre condotto il tifoso milanista dalle cadute ai trionfi e viceversa. Nessuna tifoseria in Italia ha vissuto delle parabole simili, nessuna tifoseria in così poco tempo è riuscita a passare da anni di continue sofferenze sportive ad anni in cui si sono aperti dei cicli a dir poco epocali di vittorie. Per questo il profilo psicologico del supporter rossonero è più che complesso, perché ci sono tifosi che per decenni non hanno vissuto nemmeno uno scudetto, come dal titolo del 2011 a quello del 2022, ed altri che hanno quasi perso il conto dei trofei vinti. Del resto, solo chi tifa Milan può dire di tifare una squadra che nel corso del tempo ha vissuto due retrocessioni in Serie B e ha vinto ben 7 Champions League. Il fascino del milanismo è anche e soprattutto qui.

Dalla classe anni ’80-90 al Milan di Allegri 

Il Milan odierno appare distante anni luce dalla squadra vincente dell’era Berlusconi vissuta tra gli anni ’80 e ’90: lo scudetto rimane un miraggio, nonostante l’arrivo in panchina di Allegri, un tecnico abituato a sollevare trofei, e di un campione assoluto come Modric. Una rosa non molto competitiva e i primi risultati clamorosi, come la sconfitta in casa contro la neopromossa Cremonese, indicano un Milan lontano dalla corsa al titolo. Tuttavia, per chi pensa che si sia trattato solo di una falsa partenza ed è pronto a scommettere sui rossoneri come possibile sorpresa del campionato, può farlo con la lista dei codici promozionali di codicipromozionali365.it, in maniera tale da usufruire delle migliori offerte sul mercato e puntare la propria scommessa senza spendere i propri soldi, limitando così le eventuali perdite. Il grande Milan degli anni ’80-90, acquistato da Silvio Berlusconi, ha origine nel 1986, quando il nuovo proprietario decide di acquistare giocatori del calibro di Donadoni, Bonetti, Massaro, Galli e Galderisi. La prima stagione si chiude con un quinto posto in classifica, ma l’anno successivo, con l’arrivo in panchina di Arrigo Sacchi e con gli acquisti tra gli altri di Van Basten e Gullit, è già scudetto. Di lì a poco il Milan di Sacchi vincerà anche 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 2 Supercoppe Europee. Ricordato come una delle squadre più forti della storia del calcio, il Milan di Sacchi finisce nel 1991, quando al vecchio mister subentra Fabio Capello. Nonostante un’altra Coppa dei Campioni vinta nel 1994, i rossoneri si affermano soprattutto in Italia, dove portano a casa 4 campionati su 5 fino al 1996. Negli anni Duemila, i picchi più alti vengono raggiunti con le due Champions League vinte, le ultime delle 7 complessive per il momento, prima nel 2003 e poi nel 2007. Prima di svariati anni passati nell’anonimato i rossoneri vincono uno scudetto proprio con Massimiliano Allegri nel 2011, per poi rivincerlo sotto la guida di Stefano Pioli 11 anni dopo, al termine della stagione 2021-2022. 

L’eleganza come marchio di fabbrica: dal gioco al comportamento dei tifosi 

La storia del Milan è sempre stata contraddistinta da grandissima eleganza e signorilità, valori che poi si sono manifestati nel gioco, nel progetto sportivo e che sono stati propri anche dei tifosi. Sulle fondamenta tradizionali del bel gioco, infatti, la società rossonera deve sempre ambire ad avere un progetto sportivo vincente. Al Milan non basta partecipare, bisogna vincere. Con grande sportività, questa è stata la mentalità assunta anche dai supporters rossoneri, che essendo il cuore pulsante della società non possono e non potranno mai essere trattati come dei semplici clienti. Sono parte della famiglia Milan e in quanto famigliari devono essere trattati.

L’identità che va oltre i risultati 

Nonostante l’importanza dei risultati, tuttavia, una società come il Milan mantiene da sempre la sua identità a prescindere dalle prestazioni sportive. Sin dalla sua fondazione infatti il club rossonero si è rispecchiato in un sistema di trasparenza, stile e di valori morali che sono stati e continuano ad essere parti integranti del suo DNA. Questi ultimi non possono e non devono mai venire meno. I valori sono riconoscibili poi nei simboli, sia nello stemma che nei colori sociali, che non possono mai essere declinati in maniera insensata. 

Lo stile milan, infine, è un concetto che è stato più volte oggetto di dichiarazioni da parte di addetti ai lavori che hanno lavorato in rossonero. Come dimenticare le dichiarazioni del tecnico, Stefano Pioli, che nel 2021 disse: “Lo stile Milan è eleganza, rispetto per le regole e per gli altri”, oppure quelle dell’attuale presidente Scaroni, il quale nel 2023 spiegò: “Lo stile Milan è non parlare mai degli arbitri e non arrabbiarsi mai”.

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