Dieci motivi per cui Elliott prima e RedBird oggi hanno danneggiato il Milan sotto diversi punti di vista. L’analisi su un club che è stato fortemente ridimensionato nei risultati e nelle ambizioni.
1. Risultati insoddisfacenti
Negli ultimi 7 anni, tra gestione Singer e Cardinale, il Milan ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana. Due trofei in sette anni non sono numeri da Milan. Meno di Juventus, Inter e Napoli. Se si guardano anche i posizionamenti in classifica e le vittorie europee, viene da domandarsi se anche Atalanta e Roma non sia state pari o superiori ai rossoneri. L’ottavo posto in Serie A della scorsa stagione è impietoso e mette il Milan un gradino dietro a squadre come Fiorentina e Bologna, tra l’altro vincente anche in finale di Coppa Italia. Sicuramente a giovarne è stato il bilancio, ma a che servono delle finanze sane se poi non si riesce a competere a livello sportivo? Il Napoli di De Laurentiis sta dimostrando che si può fare benissimo riuscendo a coniugare entrambe queste aree. Eppure gli aspetti sportivi e le vittorie non sembrano in cima alla lista di Cardinale, che verrà ricordato anche per aver regalato la seconda stella all’Inter nel derby.
2. Perdita di credibilità
Il club non ha un ranking UEFA degno di un top club, non ha stelle in squadra, non ha potere politico per costruire un nuovo stadio. Quando ha dei campioni li vende come se fosse una squadra provinciale, vedi l’ultimo caso Reijnders. Pur di far cassa si cedono le bandiere come Tonali. Quel poco di credibilità rimasta a Gerry Cardinale si è consumata con l’allontanamento di Paolo Maldini. Forse perché i vari Maldini, Massara, Boban e Leonardo negli anni avevano compreso la vera natura della famiglia Singer e di Cardinale.
Questa proprietà non ha più prestigio a livello internazionale né credibilità nei confronti dei tifosi milanisti. Vi ricordate le dichiarazioni di Furlani quando disse che non serviva fare sacrifici e vendere Reijnders?
3. Incompetenza dirigenziale e “rimpasti” societari
I nuovi mostri ci hanno mostrato un Ibrahimovic in versione uomo mercato (o non si sa cosa), spesso fuori luogo e senza un ambito ben preciso. E senza nemmeno l’esperienza alle spalle da dirigente. Moncada in versione 007 del calciomercato, con una collezione di bidoni di mercato in curriculum.
E poi al Milan c’è una storia fantastica da raccontare di rimpasto dirigenziale. Scaroni, amico di Berlusconi, viene inserito nel cda di Yonghong Li, il quale contrae un debito con Elliott. Poi il “magnate” cinese non riesce a pagare una rata dopo aver speso un miliardo per il Milan e il club passa ad Elliott. Che sceglie di prendere Scaroni dal fallimentare cda cinese e farlo diventare addirittura presidente del Milan. Accanto a chi? A Giorgio Furlani, membro di spicco proprio di Elliott da circa un decennio. La storia va avanti. Elliott vende a RedBird, che si fa prestare i soldi da…Elliott.
E Gerry Cardinale cosa fa? Mantiene fondamentalmente le stesse persone. Scaroni diventa presidente mantenendo un ruolo con tre proprietà sulla carta diverse. E Furlani, che era nel cda di chi gli ha venduto il Milan, viene addirittura nominato amministratore delegato. Insomma, se in futuro Cardinale non dovesse riuscire a restituire il mezzo miliardo di prestito ad Elliott, il Milan ritornerà alla famiglia Singer. Magari con Scaroni come presidente e Furlani come amministratore delegato. Ma questo è solo un suggerimento.
4. Mancanza di programmazione
L’anno scorso Fonseca è stato mandato al macello senza una rosa all’altezza e senza il sostegno necessario. Oggi inizia ufficialmente la stagione, ma il Milan ha ancora una volta la rosa incompleta. Con Allegri evidentemente non si è parlato di modulo, altrimenti non ci si troverebbe in questa situazione. Se il Milan giocherà a 3 dietro, mancano dei centrali (al momento in rosa solo quattro) e forse sarebbe servito Thiaw.
Se la squadra giocherà con due attaccanti, come oggi contro il Bari, allora ci sono degli esterni d’attacco di troppo e forse bisognava investire subito sul centravanti. Poi non si capisce perché Brown sia stato mollato al Fenerbahce per 10 milioni e il Milan abbia speso il doppio per Estupinan. Ma non c’era la favola dei giovani e italiani? Anche perché Ruggeri è costato meno di Estupinan ed è italiano, più giovane e gioca in Italia da anni. E Leoni al Liverpool è costato meno di quanto abbia incassato il Milan per Thiaw al Newcastle.
E poi che profilo di terzini cercava il Milan? Brown e Pubill (con tanto di visite mediche eseguite) sono terzini sopra il metro e novanta, mentre ora in squadra ci sono terzini più agili e con altre caratteristiche. E perché non si punta ad acquistare un attaccante per il futuro anziché cercare l’ennesimo prestito di Hojlund? Morata rientrava nel progetto giovani nella scorsa stagione?
Non è possibile a metà agosto non avere ancora un terzino, un centrale di difesa e il centravanti titolare. Il Milan pesca a caso purché costi poco. Non si guarda alla tecnica (Emerson Royal insegna), non si guarda l’età (Morata, Walker, Modric), non si guarda la funzionalità e spesso non si ascolta nemmeno l’allenatore. Fonseca e Conceicao ne sanno qualcosa.
5. Comunicazione dirigenziale inadeguata
Questa dirigenza è riuscita a far perdere prestigio e dignità al club. Dalle prime dichiarazioni di Cardinale “Non sapevo che solo il Real Madrid avesse più Champions dei rossoneri“, passando per le recenti uscite a vuoto di Scaroni “Non vogliamo offrire troppo per Jashari” (da quando poi Scaroni si occupa di mercato?), continuando con il video irrisorio del Fenerbahce per Brown.
Non aiuta nemmeno un ottavo posto in campionato che ridimensiona il club, oltre ad una sconfitta contro il Bologna in finale di Coppa Italia e la mancata qualificazione in Europa. Altra grande figuraccia è stata quella di lasciare solo Fonseca davanti ai microfoni al momento dell’esonero, con Ibrahimovic costretto a rimediare: “Abbiamo fatto un errore nel mandarlo in conferenza stampa dopo la partita con la Roma. Abbiamo fatto un errore e chiediamo scusa ai tifosi“.
6. Nessun potere sul mercato
Nel calciomercato il Milan si sta rendendo ridicolo, rimediando figuracce a destra e sinistra. Negli ultimi tempi si va dalla beffa di Brown con tanto di derisione social del Fenerbahce al tira e molla estenuante per Jashari, poi andato al Milan alle cifre comunque volute dal Bruges.
Tutto qua? No, Thuram poteva benissimo finire in rossonero a costo zero, ma RedBird per quattro soldi di ingaggio ha preferito lasciarlo andare a costo zero all’Inter. Oppure Antonio Conte messo sotto contratto dal Napoli perché il Milan non ha voluto garantirgli ingaggio, progetto e acquisti per vincere.
Un po’ come successo negli altri derby di mercato per Taremi (l’agente del giocatore ha deriso la dirigenza del Milan) e Frattesi. Che sia per campioni o bidoni, le altre squadre vincono facilmente i duelli di mercato con i rossoneri.
7. Rapporto logorato con la tifoseria
Gerry Cardinale e la famiglia Singer si sono guadagnati lo scudetto della contestazione, portando decine di migliaia di tifosi ad una contestazione storica davanti a Casa Milan. #Cardinaleout #Elliottout #Moncadaout #Furlaniout #Scaroniout #Cardinaledevivendere sono ormai hashtag noti sui social, diventando vere e proprie tendenze che si ripetono ogni settimana.
I tifosi milanisti sono stufi di appartenere ad un Fondo e manifestano pacificamente il proprio dissenso ormai da due anni. La scorsa stagione del Milan si è conclusa con uno stadio vuoto e uno spettacolare “Go Home” umano. Anche perché non era possibile portare striscioni “del dissenso” a San Siro. Tematica riaffiorata di nuovo oggi, con un lungo comunicato della Curva Sud in cui si attacca la società e si minaccia uno sciopero del tifo “A oggi, nel regime autoritario imposto a San Siro, non esiste la minima condizione di fare il tifo“. Insomma, l’inno del Milan sembra essere diventato “Cardinale, devi vendere”.
8. Stadio in alto mare
Che in Italia la burocrazia sia tiranna è cosa nota. Tuttavia non si capisce però come sia stato possibile per la Juventus tirare su da zero lo Juventus Stadium in pochi anni. Anche l’Udinese vanta un gioiellino, la Dacia Arena, che proprio negli ultimi giorni ha ospitato la finale di Supercoppa Europea. Se si vuole fare, si fa. Il Milan va avanti da un decennio con frasi di circostanza, litigi con Sala e cambi di programma. Il nuovo stadio doveva essere un punto fermo del club, eppure delle fondamenta nemmeno l’ombra. Il Milan né vince né si modernizza.
9. Milan Futuro fallimentare
Totalmente fallimentare il progetto del Milan Futuro che doveva portare alla promozione in Serie B e invece ha regalato una retrocessione ridicola nei dilettanti. La squadra B deve servire a far fare esperienza ai giovani rossoneri, che ora dovranno addirittura scendere nelle categorie dilettantistiche, danneggiando di fatto anche la prima squadra. L’accozzaglia dirigenziale è riuscita nell’impresa di creare confusione tra il Milan Futuro e il Milan Primavera (sesto posto a più di 20 punti dall’Inter), portando avanti due programmi paralleli e altrettanto inefficienti.
Aggiungiamo anche dannosi, basti pensare al fatto che ai playoff decisivi il Milan Futuro non ha potuto schierare Camarda e Jimenez perché non avevano ottenuto “le 25 presenze negli elenchi di gara della seconda squadra”. In altri termini, Camarda è rimasto a fare panchina in prima squadra quando poteva aiutare il Futuro a salvarsi. Il livello di altri settori giovanili, vedi l’Atalanta, è lontano anni luce.
10. Milan Femminile ridimensionato
Il Milan Femminile fino a pochi anni fa costituiva una delle forze principali della Serie A, secondo forse solo alla Juventus. Elliott ha iniziato progressivamente a tagliare i fondi a partire dal 2019, relegando la squadra a semplice gruppo rappresentativo e mai competitivo. La cessione delle migliori giocatrici è una costante di ogni estate e negli ultimi anni le rossonere annaspano a metà classifica.
L’involuzione è stata imbarazzante: basti pensare che nel 2018/2019, stagione dell’esordio, il Milan era arrivato a soli cinque punti dalla vetta e poteva vantare ben due giocatrici come capocannoniere della Serie A (Giacinti e Sabatino, poi come tante altre mandate a rinforzare la concorrenza). Non si vede nessuna idea o progetto di miglioramento nemmeno sotto la “gestione” di RedBird.





Bunch of BS. Especialy with the Italian players. IN no reality Ruggeri is better than Estupinan. You know why we dont get Italian players? Cause they suck. Also for Us Parma asked 40 + mil. They sold it cheaper to Liverpool . I swear the ultras are acting like entitled brats.