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Cardinale Singer

Cessioni e obiettivi da squadra di media classifica. Un grazie a Cardinale

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 03: Gerry Cardinale (R)of AC Milan looks on before the Serie A match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on September 03, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Cessione di Reijnders e Theo Hernandez, zero progettazione, figuracce. Benvenuti nell’era Cardinale

Un’analisi oggettiva

Partiamo dai dati, una pura analisi senza emotività. Il Milan ha concluso la scorsa stagione all’ottavo posto, fuori da tutte le coppe europee. In Champions League la squadra non è andata oltre i play off, eliminata da un Feyenoord arrivato terzo in un campionato come la Eredivisie. Il Milan non è arrivato nemmeno agli ottavi di finale, livello raggiunto da Bruges, PSV, Lille, Aston Villa, giusto per fare qualche nome.

Il Milan in campionato è stato superato da Lazio, Roma e Fiorentina, giocandosi l’ottavo posto con il Bologna fino all’ultima giornata. Proprio i rossoblu hanno sconfitto Conceicao nella finale di Roma, forse unico obiettivo alla portata dei rossoneri. Se si guarda alla stagione 23/24, le cose non vanno poi così meglio: eliminato alla fase a gironi di Champions, eliminato ai quarti di finale di Europa League dalla Roma, in Coppa Italia addirittura fuori ai quarti con l’Atalanta. Roma e Atalanta nelle ultime due stagioni sono state superiori a livello di risultati, gestione del mercato e prestazioni.

Aggiungiamo anche che il Milan nell’ultima stagione ha avuto due allenatori. Per quanto riguarda la dirigenza, invece, nessuno ha capito ancora il ruolo di Ibrahimovic (al di là della definizione tutta fumo – tipica di questa proprietà e dirigenza – di Senior Advisor e successivamente Operating partner).

Siamo diventati una società piccola

In tutto questo cosa fa Gerry Cardinale? Vende Reijnders e Theo Hernandez, praticamente due tra i pochi che possono fare la differenza insieme a Leao. Li vende a cifre nettamente basse, a tal punto che i tifosi del City sui social si sono fatti beffe della cifra di 57 milioni di euro pagata al Milan.

Il Milan, reduce dall’ottavo posto, si ritrova quindi ancora più debole. Gli unici acquisti arrivati a Milano sono Ricci (buone prospettive ma sicuramente sotto lo standard Reijnders) e il quarantenne Modric, che con tutto l’affetto e il rispetto, nella migliore delle ipotesi potrà fare la differenza ancora a minutaggio ridotto. Jashari, a meno di un’altra figuraccia per quello che nel mondo del calcio rappresentano due spiccioli, potrebbe alzare un po’ l’asticella in una squadra di medio livello come il Milan.

Non va meglio la difesa, che negli ultimi due anni ha fatto acqua da tutte le parti. E ci si ritrova invece con un reparto che molto probabilmente sarà anche inferiore. Tale Pervis Josué Estupiñán potrebbe essere il sostituto di Theo Hernandez a sinistra. Terza scelta persino di questo Milan mediocre, dopo Brown soffiato con umiliazione dal Fenerbahce e Gutierrez.

Giocatori che giocano nel Gent, nel Girona e nel Brighton. Proprio dal club inglese potrebbe arrivare il tanto atteso terzino dell’Ecuador. Buone qualità, molta corsa, pochi gol. Soprattutto poca programmazione, visto che ha quasi 28 anni. All’Udinese non lo hanno mai fatto giocare, poi i Pozzo lo hanno spedito al Watford che lo ha fatto girare tre anni in prestito in squadre minori. Poi Villarreal e Brighton appunto. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Difesa indebolita

Di difensori centrali non se ne sente parlare. Anche perché persino Leoni è troppo per Red Bird. Allegri si tiene Tomori, Gabbia e Pavlovic e probabilmente si farà andare bene anche Thiaw. Cioè la difesa dell’anno scorso meno Theo Hernandez. A destra non esiste più la fascia: Calabria, Walker e Florenzi sono partiti, rimane solo Emerson Royal e questo non è confortante.

Allegri proverà a riproporre l’esperimento Saelemaekers terzino, esperimento già fallito un paio di volte sotto Pioli. Ma il Milan anziché andare avanti prova ad andare indietro. Potrebbe arrivare Pubill, che di certo non accende l’animo dei tifosi. Per l’attacco c’è solo Gimenez, giocatore che deve ancora dimostrare molto a San Siro. Si spera che almeno in quel reparto possa esserci un miglioramento rispetto all’accoppiata Jovic-Abraham della scorsa annata. Ma anche mettendoci Mbappé…non illudiamoci che si possa fare tanta strada.

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