Home » Il nuovo corso del Milan di Allegri: identità italiana e ritorno alle radici

Il nuovo corso del Milan di Allegri: identità italiana e ritorno alle radici

Massimiliano Allegri è tornato a Milanello dopo undici anni, ma questa volta lo scenario è profondamente diverso. Non più un Milan in crisi, ma una squadra che è inciampata nel mezzo di un percorso di crescita. La direzione scelta per ripartire sembra chiara: puntare sull’identità italiana. Fin dai primi segnali di questa nuova stagione, l’intento del club è apparso evidente. Il primo a varcare i cancelli del centro sportivo, poco prima delle 8 del mattino, è stato Matteo Gabbia. Difensore cresciuto nel vivaio rossonero, reduce da un’annata solida, Gabbia rappresenta oggi una delle figure chiave da cui il Milan intende ripartire. Simbolico, e non solo, che sia stato lui ad aprire le danze del nuovo corso.

Italiani al centro del progetto

Se l’inizio dei test fisici è stato soltanto il primo passo, il significato simbolico di alcune scelte non è sfuggito a nessuno. Oltre a Gabbia, anche Samuele Ricci – primo acquisto ufficiale del Milan 2025/26 – si è presentato per le visite. Il centrocampista ex Torino, 23 anni, è nel giro della Nazionale e incarna perfettamente il tipo di profilo su cui Allegri vuole costruire il nuovo DNA rossonero: giovane ma già formato, italiano, e pronto a dare stabilità e profondità a centrocampo. Ricci e Gabbia, rispettivamente classe 2001 e 1999, non sono più promesse: sono certezze, come riporta Tuttosport, su cui fondare un’identità tecnica e culturale nuova (o forse vecchia), da riscoprire.

Radici italiane e senso di appartenenza

Il cambio di passo si riflette anche nelle strategie di mercato. Il nuovo direttore sportivo Igli Tare, pur albanese di nascita, lavora in Italia da oltre vent’anni e conosce bene il valore dell’identità nazionale all’interno di un progetto tecnico. Le trattative attualmente in corso parlano chiaro: Giovanni Leoni del Parma e Comuzzo della Fiorentina sono tra i nomi più seguiti per la difesa, mentre in attacco si guarda a profili come Mateo Retegui o Lorenzo Lucca. La priorità è costruire una squadra competitiva ma con un’anima riconoscibile, che parli la lingua del suo pubblico e della sua storia.

Dietro questa strategia non c’è solo una logica tecnica, ma anche un’idea di spogliatoio e coesione. Allegri, definito “condottiero” dal DG Ronci durante la scorsa stagione alla Virtus Bologna, vuole riportare al centro valori come appartenenza, spirito di sacrificio e compattezza. Per questo motivo, il tecnico ha spinto personalmente per l’arrivo di calciatori italiani, possibilmente legati al territorio o al campionato di Serie A. Un progetto che mira a contrastare l’eccessiva esterofilia degli ultimi anni, durante i quali il Milan ha spesso cambiato pelle senza mai trovare un’identità duratura.

Un raduno che dice molto

Lunedì 7 luglio il Milan darà ufficialmente il via alla nuova stagione, ma già domenica sera tutti i convocati dovranno essere a Milanello. Il programma è fitto, e il calendario della stagione impone subito ritmi elevati. Tra i presenti ci saranno anche nomi più internazionali come Pulisic, Tomori, Musah, Maignan e Leao, a testimonianza del fatto che l’identità italiana sarà un pilastro, ma non un’esclusiva. Il vero obiettivo è trovare un equilibrio tra il talento globale e una base nazionale solida e coerente. Il Milan guarda al futuro riscoprendo la propria anima, puntando su uomini prima che su nomi. Ricci il primo tassello, ma il mosaico è appena cominciato. La missione è di costruire un Diavolo italiano, competitivo e riconoscibile.

Tags AC Milan
Seguici