Il Milan fallisce ancora. Dopo una stagione altalenante, i rossoneri si arrendono al Bologna nella finale di Coppa Italia, mancando l’occasione di sollevare il secondo trofeo stagionale. Al termine di una partita opaca, i segnali sono chiari: serve una riflessione profonda su una squadra che ha smarrito sé stessa nei momenti chiave.
Non è solo una sconfitta. È il simbolo di un’annata costellata da cali improvvisi, errori ripetuti e risposte mancate, come hanno sottolineato nel post-partita sia l’allenatore Sérgio Conceição che il difensore Matteo Gabbia. La delusione è palpabile.
La partita: inizio promettente, poi il blackout
Come accaduto più volte in questa stagione, il Milan ha approcciato bene la gara. Nei primi venticinque minuti, i rossoneri hanno tenuto testa a un Bologna aggressivo e compatto. Ma tutto è cambiato dopo il gol degli emiliani: nessuna reazione, nessun cambio di passo.
“Potevamo fare di più,” ha ammesso un onesto Conceição a SportMediaset, sottolineando come la squadra si sia persa dopo l’1-0. La costruzione dal basso, preparata nei dettagli, è stata abbandonata troppo presto per lanci improvvisati e scelte poco lucide.
Conceição: “Non voglio scuse, ma la delusione è forte”
Il tecnico portoghese ha provato a difendere le sue scelte: “Prima del match ho fatto tutto ciò che andava fatto. Dopo, è facile parlare.” Tuttavia, ha anche riconosciuto che alcuni dettagli sono sfuggiti di mano, elogiando al contempo il Bologna per la compattezza e la fame mostrata.
Le sue parole suonano come un’ammissione di fine ciclo: “Ci vediamo domenica a Roma”, ha detto seccamente a chi chiedeva del suo futuro. Non una smentita, e nemmeno una conferma. L’impressione è che una rivoluzione tecnica sia vicina.
Gabbia: parole da capitano in una notte da dimenticare

Dopo il fischio finale, è Matteo Gabbia a prendere la parola, dimostrando una maturità da leader: “È stata una brutta serata che poteva essere positiva, ma non siamo riusciti a dare il massimo.”
Il centrale rossonero ha sottolineato come il Bologna sia stato più pronto mentalmente e tatticamente. E non ha cercato alibi: “Siamo noi i primi responsabili. In certe partite serve fare qualcosa in più, anche oltre le gambe e la tattica.”
Lo specchio della stagione
Questa finale rappresenta perfettamente l’andamento della stagione milanista. A tratti convincente, spesso deludente, sempre troppo fragile nei momenti decisivi. La mancata reazione dopo lo svantaggio, le difficoltà nella gestione del possesso e l’assenza di una figura centrale in regia hanno condannato il Milan a un’altra notte buia.
Anche gli episodi contestati, come la gomitata di Beukema nel primo tempo, sono passati in secondo piano. “Non cambia nulla,” ha detto Gabbia, “dovevamo fare meglio.” Una dichiarazione che riassume onestamente il pensiero di molti tifosi.
Uno sguardo al futuro
Con due partite ancora da giocare in campionato, resta l’obiettivo di chiudere con dignità. Ma le ombre sul futuro sono tante. Conceição ha lasciato intendere che si tireranno le somme a fine stagione. Il Milan dovrà decidere se proseguire su questa strada o voltare pagina, forse radicalmente.
Una cosa è certa: il club che ha fatto la storia del calcio italiano e internazionale (leggi su Wikipedia) non può accontentarsi della mediocrità. I tifosi meritano di più. E anche chi indossa la maglia rossonera.




