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Il nuovo Ds taglia Ibrahimovic: il ruolo di Zlatan sarà più marginale

La rivoluzione in dirigenza al Milan avrà uno sconfitto: Zlatan Ibrahimovic. Sembrerebbe infatti essere lo svedese chi soffrirà di più la presenza di un DS.

L’estate rossonera si preannuncia carica di cambiamenti e, tra i protagonisti di questa rivoluzione, il destino di Zlatan Ibrahimovic sembra segnato. Lo svedese, entrato in dirigenza con un ruolo non ben definito, pare destinato ad avere sempre meno voce nelle decisioni strategiche del club. Il duello interno tra Furlani e Ibrahimovic sul peso specifico in società sembra avere un vincitore chiaro: l’amministratore delegato italiano.

Furlani resta, Ibrahimovic ai margini

La decisione di mantenere Furlani alla guida del Milan non sorprende, considerando il suo stretto legame con Elliott e i suoi ottimi risultati sul piano finanziario. Inoltre, a differenza di Ibrahimovic, Furlani è sotto contratto con il club, mentre lo svedese non ha alcun vincolo formale. La presenza del nuovo direttore sportivo influirà ulteriormente sulla riorganizzazione della dirigenza. Geoffrey Moncada è destinato a tornare capo dello scouting, mentre Furlani manterrà un ruolo di supervisione finanziaria. Questo significa che Ibra perderà ancora più peso nelle scelte di mercato, vedendo ridimensionata la sua influenza.

Un futuro da ambasciatore per Ibrahimovic?

Se da un lato Ibrahimovic potrebbe vedere svanire il suo ruolo decisionale all’interno del club, dall’altro non è escluso che possa rimanere nell’orbita Milan con una funzione più rappresentativa. La possibilità che Zlatan diventi una sorta di ambasciatore rossonero è concreta: un volto di riferimento per attrarre nuovi talenti, una figura simbolica piuttosto che operativa.

Ibrahimovic potrebbe addirittura passare la maggior parte del suo tempo negli Stati Uniti e tornare in Italia solo per affiancare Gerry Cardinale per i big match o nelle occasioni strategiche. Si tratterebbe sicuramente per Ibra di un passo indietro rispetto ad oggi, ma l’esperimento di sceglierlo come volto della dirigenza è stato assolutamente fallimentare. Proprio in questo senso Zlatan potrebbe tornare a ricoprire il ruolo di Leggenda da esporre a Milanello nei momenti più difficili, un po’ come fatto in passato nel Milan di Paolo Maldini e Massara.

Il Ds e Furlani come l’Inter con Ausilio e Antonello

Il dualismo tra Furlani e Ibrahimovic evidenzia un problema più ampio nella gestione del Milan: la mancanza di una figura dirigenziale forte e chiaramente definita in ambito sportivo. Un club vincente ha bisogno di una leadership condivisa tra management e area tecnica, qualcosa che al momento manca. Proprio per questo motivo Red Bird ha deciso di puntare su un direttore sportivo con pieni poteri decisionali, mentre Furlani continuerà ad occuparsi della parte economico-finanziaria, sulla falsariga di quanto accade con Alessandro Antonello all’Inter.

Zlatan, invece, potrebbe avere un ruolo più marginale ma comunque significativo come volto simbolico del Milan, magari con funzioni di rappresentanza e supporto motivazionale ai giocatori.

Il Milan e la questione allenatore: Conte e le incertezze

Parallelamente al riassetto dirigenziale, resta aperta la questione allenatore. La scelta di Antonio Conte di accettare il Napoli ha colto molti di sorpresa venendo tuttavia accompagnata da ingenti investimenti sul mercato. Una strategia sostenuta grazie alle cessioni di Kvaratskhelia e Osimhen, e per questo non replicabile.

Conte ha scelto Napoli come trampolino di rilancio, ma la sua permanenza oltre la prima stagione non è affatto scontata. Tuttavia se dovesse lasciare, un suo eventuale approdo al Milan appare poco plausibile. Il tecnico leccese non avrebbe particolari motivi per passare da una piazza ripresa dal baratro e riportata ai vertici per passare ad un’altra con analoghe, se non maggiori, incertezze sul futuro.

In questo contesto si inserisce la preferenza, almeno attuale, del Milan per gli allenatori emergenti piuttosto che per quelli già affermati. Il nome caldo è quello di Fabregasi che si affianca a Vincenzo Italiano nella lista dei papabili sostituti di Sergio Conceicao a fine stagione.

 

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