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Okafor: “Non sono solo un centravanti. Il Milan mi ha cercato dall’autunno”

Foto di Marianna Apruzzese

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Noah Okafor, attaccante prelevato dal Milan in estate, ha parlato della sua nuova avventura in rossonero

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Noah Okafor, attaccante prelevato dal Milan in estate, ha parlato della sua nuova avventura in rossonero: “Qui c’è una grande atmosfera, la squadra è fantastica e con l’allenatore va benissimo. Ho firmato da poco per il Milan, ma sono molto felice e sono davvero fiducioso per il futuro. Sto bene, sono stato fuori nelle ultime settimane ma dalla prossima sarò in gruppo”.

Sogno Scudetto

“Sì, anche perché un calciatore che non vuole vincere… non è un calciatore. Abbiamo una squadra forte e io spero di vincere la Serie A subito. Per farlo serve sempre energia, a volte si perdono delle partite ma dalle sconfitte si impara. E poi io odio perdere”.

Perché ha scelto il Milan

“Ho scelto i rossoneri perché mi hanno voluto molto. In autunno ho giocato e segnato contro il Milan in Champions e da allora siamo rimasti in contatto. Maignan mi ha detto che il mio gol è stata fortuna perché il pallone è passato tra le sue gambe, ma sul dribbling a Kalulu non si discute: l’ho cercato e poi un gol è sempre un gol. E’ chiaro che avevo altre offerte, ma per me è stato sempre tutto chiaro. I tifosi, lo stadio di San Siro, tutto: è un nuovo passo per la mia crescita. Il Milan è rimasto in contatto con me per 6-9 mesi, contatti che nelle ultime due settimane sono diventati più intensi. Hanno visto che stavo bene, poi tutto è stato fatto in tre-quattro giorni ed eccomi qui.

Le Leggende rossonere

“Il Milan è un grandissimo club, con una grande storia. Ha avuto molte stelle, grandi giocatori ma anche ora siamo molto forti, giovani, affamati. Se devo scegliere, dico Ronaldinho, Kakà e Gullit. Io sono ancora giovane, ma voglio aiutare questa squadra a fare di nuovo la storia”.

Il rapporto con Leao

“Io e Rafa siamo come gemelli: entrambi dribbliamo molto bene, siamo giovani, abbiamo lo stesso humor. Ci siamo parlati per la prima volta dopo una partita tra Svizzera e Portogallo, poi ci siamo scambiati messaggi dopo la doppia sfida in Champions e siamo stati avversari anche al Mondiale. Abbiamo un bel rapporto, non vedo l’ora di giocare con lui. Il 7 è il mio numero preferito, infatti a Salisburgo avevo il 77. Qui il 7 era preso da Adli, allora ho scelto il 17, che è il vecchio numero di Rafa. Mi piace”.

Il ruolo in campo

“Posso giocare a sinistra, a destra e da attaccante al centro. Sono flessibile. Devo adattarmi a un nuovo Paese, con una nuova tattica e nuove squadre, ma ci sono già passato con il Salisburgo. Cerco di essere aperto con i compagni e lo staff, sono davvero felice di essere qui”.

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