Le migliori frasi di Berlusconi: come quella volta che paragonò il Papa al Milan

By Mario Labate -

La morte di Berlusconi avvenuta alle ore 9:30 di questa mattina ha di fatto chiuso un’epoca per l’Italia e per il calcio mondiale

La morte di Berlusconi avvenuta alle ore 9:30 di questa mattina ha di fatto chiuso un’epoca per l’Italia e per il calcio mondiale. Con i suoi 31 anni da presidente del Milan infatti Berlusconi ha collezionato una sfilza di trofei ma anche frasi passate alla storia, come la sua personalità. Cerchiamo ora di elencare, per quanto possibili, le migliori:

“Anche le belle donne costano molto”

Partiamo da una cosa che ha detto quando ha comprato il Milan, sottolineando che era in programma qualcosa di più di un semplice investimento finanziario. “Milan? È una questione di cuore. È costoso, ma anche le donne più belle costano molto”.

“Mafia, pizza e Milan”

Nel 1995 parlando della passione che il Milan riscuoteva per il mondo a suon di vittorie, Silvio Berlusconi si lasciò andare ad un commento riguardo a ciò che di italiano era più famoso all’estero: “Speriamo di aver messo insieme una squadra capace di dare spettacolo perché abbiamo certe responsabilità nei confronti dei nostri tifosi e del resto del mondo, dove siamo la cosa più famosa dell’Italia… dopo la mafia e la pizza”.

Al Papa: “Sei un po’ come il Milan”

Una frase che Silvio Berlusconi pronunciò davanti a sua Santità Papa Ratzinger: “Santità, mi lasci dire che lei è un po’ come il mio Milan: entrambi andiamo spesso fuori casa per portare nel mondo un’idea vincente”.

“Sembra quasi che Berlusconi non esista”

Nel 2004, Berlusconi ha fatto sapere che sentiva di meritare più credito da parte dei media per aver costruito attraverso il suo Milan una delle dinastie più vincenti nella storia dello sport: “Parlano del Milan di Sacchi, Zaccheroni e Ancelotti e non parlano mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono io che da 18 anni scelgo la squadra, decreto le regole e acquisto i giocatori. Sembra che io non esista!”

Alla presentazione di Kakà: “Il marito che tutte le mogli vorrebbero”

Sarebbe giusto dire che Berlusconi ha preso in simpatia Ricardo Kakà e la sua innocenza giovanile: “Kakà è il figlio che tutte le madri vogliono e il marito che tutte le mogli vorrebbero”.

“Si gioca con due attaccanti”

L’albero di Natale di Ancelottiana memoria non è mai veramente andato giù a Berlusconi: “Mando una lettera: da lunedì qualsiasi allenatore del Milan sarà obbligato a giocare con almeno due attaccanti. Non è una richiesta, è un obbligo”.

“Nessuno si è fatto avanti”

Quando nel 2009 iniziarono a circolare voci di una vendita, il proprietario e presidente del Milan fece capire chiaramente che stava cercando un tipo speciale di acquirente.

“Farei il sacrificio di vendere il Milan solo a qualcuno che gioverebbe al club più di me. Fino ad ora, nessuno si è fatto avanti che soddisfi questi requisiti.”

“In Italia, in Europa e nel mondo”

Berlusconi è sempre stato un uomo ambizioso e proprietario. Dopo la vittoria in finale di Champions League contro il Liverpool nel 2007, ha proclamato i rossoneri in cima al mondo: “Ventuno anni fa, quando abbiamo prelevato il Milan sull’orlo del fallimento, ci siamo posti un obiettivo: portare la squadra al vertice in Italia, in Europa e nel mondo. Bene, ce l’abbiamo fatta!”

“Un simbolo della bellezza del calcio”

Nel 2020 la frase su Van Basten: “La storia del mio Milan è stata quella di grandi campioni, che hanno fatto sognare ogni tifoso, me compreso. Ho sempre instaurato un rapporto personale di stima e affetto con i miei ragazzi. Ma se proprio devo nominare [il mio preferito], scelgo Marco Van Basten, un simbolo della bellezza del calcio per come lo intendo io. Un protagonista leggendario che ha lasciato un vuoto incolmabile quando ha dovuto lasciare il calcio troppo presto”.

L’addio al Milan “Con dolore ed emozione”

La celebre frase con cui lasciò il Milan vendendolo a Yonghong Li: “Oggi, dopo più di 30 anni, lascio il titolo e la carica di presidente del Milan. Lo faccio con dolore ed emozione, ma con la consapevolezza che per competere ai massimi livelli nel calcio moderno servono investimenti e risorse che una sola famiglia non è più in grado di sostenere… Grazie ancora a tutti”.

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