Home » Perché Adli e De Ketelaere sono finiti ai margini del Milan: l’analisi tattica

Perché Adli e De Ketelaere sono finiti ai margini del Milan: l’analisi tattica

Tra le principali questioni di tifosi e commentatori sportivi c’è sicuramente il poco utilizzo nel corso di questa stagione di Charles De Ketelaere e Yacine Adli nello scacchiere di Pioli: proviamo a capirne il motivo tattico e tecnico

Acquistato due estati fa, ma lasciato un anno in prestito al Bordeaux, Yacine Adli è stato tra i protagonisti della preseason rossonera, ma dopo alcuni spezzoni di gara ad inizio stagione è uscito totalmente dai radar come confermato dall’esclusione nella lista Champions del Milan.

Discorso diverso ma dal finale simile per Charles De Ketelaere arrivato in rossonero con il peso di essere stato l’investimento più oneroso dell’intera gestione Maldini e Massara. Dopo iniziali test da titolare, CDK è stato lentamente retrocesso nelle gerarchie di Pioli finendo prima dietro Brahim Diaz e ora addirittura alle spalle di un trequartista adattato come Bennacer che sta facendo però benissimo come collante tra centrocampo ed attacco.

Ad analizzare la questione relativa ai due fantasisti del Milan, relegati oggi al ruolo di meri comprimari, è Scout Calcio che è partito analizzando il sistema di gioco usato dal tecnico rossonero.

 

Il sistema di Pioli

Probabilmente la cosa più importante da considerare è che Pioli pretende dai propri trequartisti un pressing alto sull’uomo (almeno fino a quando la forma fisica all’interno della gara reggerà). Eccone uno stralcio significativo:

Per De Ketelaere – che in carriera ha dato il meglio di sé in un ruolo quasi identificabile come ‘falso nove’ – da trequartista del Milan di Pioli deve seguire pedissequamente le istruzioni del tecnico anche quando non è in possesso di palla mettendo prima pressione sul primo portatore della squadra avversaria e poi seguire l’uomo assegnatoli finché il possesso non sarà nuovamente tornato a disposizione dei rossoneri.

La clip che segue mostra la partita contro l’Inter dove il suo compito era quello di marcare Brozovic fallendo.

Poi c’è la partita contro il Napoli: in quella gara il centrocampo partenopeo ha dato spesso vita ad una fitta rete di passaggi corti, a rotazione tutti i mediani rossoneri (compreso il trequartista) hanno avuto l’abilità di mettere pressione a ciascuno dei propri obiettivi attraverso una marcatura stretta e caparbia. Dal momento che Pioli ha scelto un sistema di marcatura a uomo anche solo una posizione sbagliata da parte degli interpreti rossoneri rischierebbe di far saltare il banco lasciando una traiettoria di passaggio libera agli avversari e sbilanciando di conseguenza il Milan che si ritroverebbe a dover difendere in una situazione di inferiorità numerica, come accaduto proprio in occasione del gol di Brozovic.

Importanza del pressing

Jurgen Klopp una volta disse che “nessun regista al mondo può essere bravo come un buon pressatore”. Il lavoro senza palla di Adli non è mai stato eccezionale e se palla al piede può stupire per tecnica e visione di gioco, il suo apporto in fase di non possesso è pressoché nullo.

Il futuro

Adli e De Ketealere riusciranno a ritagliarsi uno spazio in questo Milan? Quando entrambi hanno firmato con il club rossonero era ovvio immaginare che per integrare al meglio il loro ingresso nella formazione titolare Pioli sarebbe dovuto passare ad un sistema di gioco orientato più sul possesso che sul pressing, ma così non è stato.

In questo senso era prevedibile che Adli, il più limitato tatticamente, si sarebbe bruciato facilmente mentre per De Ketelaere si continuavano a riporre speranze perché in grado di giocare anche come ala destra o, all’occorrenza, centravanti. Ad oggi però l’inesperienza del belga continua a giocare un ruolo di rilievo per Pioli che continua – come giusto in questa fase della stagione – giocatori più affidabili come Brahim Diaz e Giroud.

Dall’altra parte il lavoro che i due calciatori stanno svolgendo nel dietro le quinte di Milanello potrebbe dare i propri frutti in futuro, ma l’equazione “allenandoti cambi il tuo gioco” non è mai così scontata altrimenti non si spiegherebbe perché club come Lipsia e Salisburgo ogni anno scartino una quantità di giovani giocatori impressionante nonostante siano stati pagati fior di milioni.

Resta dunque difficile da prevedere quale possa essere il destino dei due fantasisti, ma se per Adli una bocciatura rientrerebbe nella norma, per De Ketelaere (pagato 35 milioni) si tratterebbe di una catastrofe dal punto di vista economico per dirigenza e proprietà.

Seguici