Se il Milan non arriverà tra le prime quattro sarà per colpa delle scelte di Pioli. Ovvio direte, ma non così tanto: l’andamento altalenante del Milan in campionato aveva una distribuzioni delle colpe ben precisa prima
Se il Milan non arriverà tra le prime quattro sarà per colpa delle scelte di Pioli. Ovvio direte, ma non così tanto: l’andamento altalenante del Milan in campionato aveva una distribuzione delle colpe ben precisa e molto più classificabile rispetto ad oggi. Per prima cosa il mercato inadeguato compiuto sotto la prima gestione Red Bird (sia in estate che a gennaio); secondo il rendimento sottotono di diversi “eroi scudetto” come Tomori, Kalulu, Leao, Bennacer e Theo ; ultimo per grado di colpevolezza in questo ipotetico processo il lavoro di Pioli.
Le cose sono cambiate
Oggi però le cose sono ben diverse: dopo otto mesi dall’inizio della stagione il rendimento dei calciatori più forti presenti in rosa è decisamente cresciuto e anche le “ferite” legate al mercato sottotono dovrebbero essere state cauterizzate dal tempo e l’esperienza dei nuovi arrivati… e invece no.
Seconde linee perse
No perché per Pioli le seconde linee non esistono davvero ( qui nel dettaglio spieghiamo il perché ) se non nei casi come Empoli ed oggi Bologna, ovvero quando i titolari, spremuti fino all’inverosimile in tutte le altre gare, devono tirare il fiato prima del big match sulla carta più importante. Dieci cambi, dieci non sono turnover ma una resa annunciata.
Il quarto posto vale quanto (se non più) di Napoli-Milan
L’errore di Pioli però sta a monte: la fiducia nelle seconde linee si dimostra nel corso di tutta una stagione attraverso la somministrazione di minuti e presenze a chi gioca poco al fine di non perderli, non con una chiamata alle armi estemporanea e improvvisata. Quello che è avvenuto oggi a Bologna è invece una forzatura dettata dalla paura: giocare con giocatori ormai “persi” non può che avvinarti alla sconfitta. Ora il quarto posto, vero e unico obiettivo del Milan in stagione, è un’aperta lotta con altri tre club che – a differenza del Milan di Pioli – hanno avuto l’abilità di costruire un gruppo fatto di 22 giocatori e non solo di undici .


La partita di Napoli è la più importante dell’anno ed è giusto arrivarci coi giocatori migliori, riposati. Qualsiasi partita di campionato è rimediabile, restandone altre sette e comunque, quella contro il Bologna, ottima squadra, è stata ben giocata dai giocatori, molti dei quali non possono considerarsi riserve: Florenzi, Kalulu, Saelemekers, Thiaow, Pobega, Rebic Messias. Pioli era certo che la squadra messa in campo fosse competitiva e così è stato. Bravo Pioli.