Acerbi alla Gazzetta dello Sport ha ricordato un precedente con la tifoseria dell’Inter. Il difensore, infatti, non era stato trattato benissimo
Acerbi alla Gazzetta dello Sport ha ricordato un precedente con la tifoseria dell’Inter. Il difensore, infatti, non era stato trattato benissimo:
“Ma ho sempre voglia di migliorarmi. Altrimenti dalle difficoltà non sarei venuto fuori: sono arrivato qui dopo i fischi alla Lazio e gli insulti social degli interisti per quell’errore in Lazio-Milan. Sono rimasto muto, ho pedalato. E se fossi ancora a Roma, avrei giocato anche lì. Io allenatore dopo il ritiro? Vorrei farlo. Ma oggi pare quasi una moda, il patentino lo prende anche un idraulico. E va bene, è giusto che tutti abbiano questo sogno. Ma con un limite, si dia la priorità a chi ha giocato. Io mi sento portato, perché capisco i giocatori. E poi ho vissuto tutte le sfumature: ho toccato il fondo e sono andato in alto. La prima caratteristica che deve avere un allenatore è l’empatia. Fa la differenza con i giocatori e viene prima di ogni modulo”.

