Il derby di questa sera ha confermato il momento di difficoltà (per essere buoni) del Milan, ma anche la confusione che regna all’interno dello spogliatoio del Milan. Pioli ha delle colpe palesi ma buttare giù dalla torre solo lui è troppo facile
Il derby di questa sera ha confermato il momento di difficoltà (per essere buoni) del Milan, ma anche la confusione che regna all’interno dello spogliatoio rossonero. Pioli ha delle colpe palesi, ma buttare giù dalla torre solo lui è troppo facile soprattutto perché si andrebbe a fare il gioco di chi tutto questo avrebbe dovuto prevederlo con largo anticipo.
Gerry Cardinale (Red Bird) e Elliott dopo il trionfante finale di stagione scorso, hanno deciso di “vivacchiare” potendo contare sull’apporto indomito di tifosi in festa. Una scelta “ignorante” nel verso senso della parola perché non tiene conto di quella criticità che il Milan campione d’Italia aveva comunque palesato e che con la cessione di Kessié ha persino acuito.
E invece ecco che il vice-Theo continua a non esistere, che in difesa ci si deve affidare di un Kjaer ormai inadeguato, di esterni destri neanche l’ombra e addirittura stasera a centrocampo il mister è stato costretto ad affidarsi ad un attaccante per rattoppare gli errori di mercato. Errori che troppo facilmente si potrebbero attribuire a Maldini e Massara, ma che in realtà sono in frutto degli investimenti “azzerati” dei due patron americani che anche a gennaio sul mercato hanno deciso di sventolare bandiera bianca.
Perché il “miracolo Scudetto” ha portato gioia ma non eliminato i problemi, per quelli serve qualcosa di un po’ più profano: aprire il portafoglio.
