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La rinascita di Gabbia e la certezza Leao, il Milan classe ’99 è on fire

AC Milan's Italian defender Matteo Gabbia (R) is challenged by Chelsea's English midfielder Conor Gallagher during the UEFA Champions League group E, football match between AC Milan and Chelsea, at the San Siro stadium, in Milan, on October 11, 2022. (Photo by Marco BERTORELLO / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Rafa Leao giugno 1999, Matteo Gabbia ottobre 1999. Sono nati dopo lo Scudetto vinto da Zaccheroni nel maggio del 1999 e hanno firmato i due gol che hanno consentito…

Rafa Leao giugno 1999, Matteo Gabbia ottobre 1999. Sono nati dopo lo Scudetto vinto da Zaccheroni nel maggio del 1999 e hanno firmato i due gol che hanno consentito al Milan di vincere a Zagabria e di avvicinarsi all’ultima giornata del girone con maggiori chances di qualificazione agli ottavi di finale di Champions League rispetto a un anno fa. Quarantasei anni in due, Leão e Gabbia.

Due giocatori diversi in tutto, per ruolo, per caratteristiche, per Paese di nascita. Ma non per un aspetto: hanno dovuto superare tante diffidenze e hanno dovuto guardarsi dentro per crescere, per diventare credibili, per dimostrare di essere forti. Su Leão per tanti mesi ci sono stati, nella vulgata, paragoni poco fondati dal punto di vista tecnico.

Su Matteo per tanti mesi è stato appiccicato il bollino del giocatore su cui non poter fare affidamento, nonostante le sue prestazioni nel campionato 2020/21 e nel gennaio 2022. Un difensore per il quale il mercato sembrava l’unica soluzione praticabile.

E invece ecco a Zagabria un giocatore sul quale Stefano Pioli ha voluto puntualizzare: “Non è solo un ragazzo serio. Ha senso della posizione, fisicità e bravura nei duelli aerei. Ha sempre lavorato al meglio in allenamento e sta prendendo tutto quello che sta seminando“. Quindi un giocatore nel fiore degli anni, che non bisogna avere paura a pensare che sia forte. Come ha dimostrato nella partita contro la Juventus a San Siro, dal primo all’ultimo minuto.

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