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Singer Elliott

Blue Skye può avere i documenti per la causa contro Elliott: il giudice americano dà l’ok

Blue Skye può avere accesso ai documenti per portare avanti la causa contro Elliott. Motivo della discordia è la cessione del Milan a RedBird, a detta di Blue Skye una vendita a “porte chiuse” e in violazione dei diritti degli altri azionisti

Blue Skye può avere accesso ai documenti per portare avanti la causa contro Elliott. Motivo della discordia è la cessione del Milan a RedBird, a detta di Blue Skye una vendita a “porte chiuse” e in violazione dei diritti degli altri azionisti.

Ma facciamo un passo indietro per chiarire la struttura societaria rossonera, che negli ultimi anni appare sempre più ingarbugliata. Blue Skye è la società di Cerchione e D’Avanzo detentrice del 4,27% di Project Redblack (con sede in Lussemburgo) che a sua volta ha la totalità delle quote della Rossoneri Sport Investment Sarl che a sua volta controlla il 99,93% del Milan. In questo gioco di scatole cinesi Elliott aveva la maggioranza fino a poche settimane fa, prima di cedere il controllo del club rossonero a Red Bird.

Blue Skye accusa la famiglia Singer di aver agito nel silenzio senza informare in maniera dettagliata delle trattative in essere per la cessione del Milan. Su questo presupposto Cerchione e D’Avanzo si sono mossi a livello legale, ottenendo dal giudice distrettuale degli Stati Uniti Katherine Polk Failla a Manhattan un’ordinanza che consente l’accesso ad alcuni documenti per intentare eventualmente la causa ad Elliott.

Il giudice, come riportato da Calcio e Finanza, ha deciso che “le citazioni proposte da Blue Skye non erano né eccessivamente invadenti né onerose e nulla suggeriva che Blue Skye stesse cercando di aggirare le procedure legali al di fuori del Paese”.

Da una parte quindi Blue Skye vorrebbe un blocco della cessione a RedBird oppure un risarcimento, dall’altra Elliott ha sottolineato che il potere decisionale sarebbe nelle mani di Arena Investors (con cui Blue Skye sottoscrisse una join venture nel 2020) e che le accuse sono “frivole e vessatorie”.

 

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