Tutti i meriti di Pioli nella partita contro l’Hellas Verona: l’analisi tattica

Pioli

Stefano Pioli è il vero artefice di questa stagione rossonera. Proprio per questo il lavoro dell’allenatore va elogiato per dedizione e risultati, inaspettati se si pensano i valori sulla carta ad inizio stagione

Stefano Pioli è il vero artefice di questa stagione rossonera. Inutile nascondere che la rosa non è al livello delle migliori in Europa, le finanze sono limitate e gli infortuni e i torti arbitrali sono stati tanti. Proprio per questo il lavoro dell’allenatore va elogiato per dedizione e risultati, inaspettati se si pensano i valori sulla carta ad inizio stagione.

A Verona il mister rossonero si è reinventato Krunic trequartista, avendo il coraggio di tagliare fuori un Brahim Diaz impalpabile e facendo retrocedere un Kessie inadatto a giocare sulla trequarti. Il bosniaco ha svolto il proprio compitino in maniera discreta, confermando di meritare il proprio posto nella rosa.

Anche la scelta di schierare Tonali e Kessie in mediana, sacrificando Bennacer, non è stata affatto casuale. Pioli aveva lavorato in settimana sugli inserimenti di Tonali per aumentare la densità nell’area avversaria. Una soluzione su cui a Milanello hanno lavorato tanto nelle ultime settimane per evitare altre gare a reti bianche.

Infine Pioli ha avuto il merito di aver indovinato i cambi in corso. L’inserimento di Florenzi ha chiuso i conti dopo un assist di un altro subentrante come Messias. I due hanno confezionato il gol che di fatto ha fatto terminare la gara del Bentegodi. Anche l’ingresso di Bennacer e Ibrahimovic in un momento di sofferenza ha permesso ai rossoneri di mantenere il possesso palla addormentando la partita. Tatticamente per la prima volta abbiamo visto in alcuni frangenti un 4-1-4-1 del Milan, con Tonali che andava ad affiancare il trio di trequarti rossoneri. Un’idea geniale soprattutto per la difficoltà di applicazione in un momento così delicato della stagione.

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