Costacurta: “Ibra non smettere. Al Milan è più importante di Giroud”

By Mario Labate -

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Alessandro Costacurta ha parlato, tra le tante cose, anche del futuro di Zlatan Ibrahimovic

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Alessandro Costacurta ha parlato, tra le tante cose, anche del futuro di Zlatan Ibrahimovic: “Addio di Ibra in caso di scudetto? No, non concordo. Il mio consiglio a Zlatan è di non chiudere così. Il nuovo infortunio subito può rendere il momento particolarmente stressante oppure è da qui che può trovare altra forza per scrivere un altro finale. E’ vero, la stagione è stata contraddistinta dai guai fisici e il nuovo problema al ginocchio non ci voleva ma ripeto, per quella che è stata la sua storia di campione assoluto e in particolare per quello che ha saputo dare al Milan, è giusto risolvere anche questa e guardare ancora avanti. Verso altri obiettivi meravigliosi.

Più importante di Giroud

Continua Costacurta sempre su Ibra: “Fossi in lui non smetterei, per il semplice fatto che quando è stato bene e ha giocato è sempre stato importante. Molto importante. Anche più di Giroud che pure ha segnato gol decisivi ed è stato giustamente esaltato per questo. Ma io preferisco Zlatan e penso davvero che possa ancora dare molto. Ovviamente senza giocarle tutte o nemmeno tantissime, ma resta, quando c’è, un’arma determinante. Credo che possa benissimo essere pronto per giocare almeno la metà degli impegni stagionali. E in quelle occasioni se anche non sarà fondamentale come un tempo potrà lo stesso incidere. Scendere sotto questa quota lo isolerebbe in un ruolo marginale che non gli appartiene”.

Il Milan è la sua squadra

Conclude Costacurta: “Io l’ho imparato nel tempo, forse lui è ancora troppo ansioso di rientrare. E’ l’unico errore che mi permetto di imputargli: con quella struttura lì, a quarant’anni, deve essere meno impetuoso. Deve essere più calmo, non forzare ogni volta il rientro: certe ricadute possono essere dipese anche dalla sua voglia di tornare prima possibile ad aiutare la squadra. Ma un fisico come il suo, all’età che ha, deve essere gestito diversamente da prima. Se da giovane recuperi prima, dopo devi avere più pazienza. Un giorno in più di cure o solo qualche ora può fare tutta la differenza del mondo. La presenza di Zlatan è stata decisiva nella stagione del suo ritorno per la riconquista della zona Champions. Non dico che senza di lui sarebbe stato un disastro, ma è grazie a lui che il Milan è ripartito e ritrovato l’Europa nobile. Questa è la squadra di Ibra, Maldini e Pioli. Il gruppo è cresciuto intorno a lui, è lui che ha ricostruito una mentalità vincente. E ancora, è con lui che in un futuro prossimo il Milan potrà tornare grande anche in Europa”.

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