Milan, parla l’ex Flamini: “Per lo Scudetto serve il 150%. Cosa penso di Maignan, Theo e Kalulu”

By Dario Bombelli -

L’ex centrocampista rossonero Mathieu Flamini ha parlato della situazione in casa Milan e dell’obiettivo Scudetto dei rossoneri. Le parole del francese

Mathieu Flamini, ex centrocampista rossonero, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Milan e sulla stagione del Diavolo, in lotta per lo Scudetto. Queste le sue parole alla Gazzetta dello Sport:

Meglio stare in testa, ma ora bisogna finire al meglio. È la squadra da battere, può vincere lo scudetto con una rosa di qualità, un allenatore in gamba, una società ben strutturata. C’è una visione comune e condivisa da tutti ma adesso ogni partita deve valere la vita. Il mio era un Milan meno giovane, con più esperienza e già con una mentalità vincente. Questo Milan ha in comune lo spirito di squadra. C’è molta complicità e armonia, primordiali per lo scudetto. Ibra? L’esperienza è fondamentale. Il Milan è allo sprint finale e c’è bisogno di far valere la testa oltre le gambe. Ibrahimovic fa la differenza in campo, ma anche in spogliatoio, in allenamento, in palestra. Lui e Giroud hanno vinto tanto e possono inculcare alla squadra lo spirito giusto. Ormai non basta più il 100%. Serve il 150%

Sui giocatori francesi –Sono fiero di vedere tanti connazionali. Olivier è un amico dai tempi dell’Arsenal. Non mi ha sorpreso: è una persona generosa, un giocatore irreprensibile, un attaccante vincente e un gran lavoratore. Se non fa gol, sfianca le difese. Maignan ha molta fiducia in sé, indispensabile per imporsi da leader e gestire la pressione. Mai avuto dubbi su Theo, ma al Milan ha dimostrato di poter giocare al top con continuità. Mi fa piacere che un gran club come il Milan punti sui giovani come Kalulu, facendoli crescere e giocare, senza per forza cercare campioni già affermati. Da tifoso mi dà fiducia per il futuro

Su Tonali – Se mi riconosco in lui? Mai piaciuti i paragoni, neanche da giocatore. Tonali mi piace, è giovane, con grandi qualità, ha la testa sulle spalle, e gioca pure con il cuore: se il Milan attacca lui già pensa a come recuperare la palla. Indispensabile per l’equilibrio e per vincere“.

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